Marco Ferrari
Per chi? · Le figure · Preposto
Preposto
È chi sovrintende al lavoro degli altri e ha il potere di fermarlo. Il capoturno, il capocantiere, il responsabile di reparto: spesso lo sono senza saperlo, perché il ruolo non nasce da una nomina ma da quello che uno fa davvero tutti i giorni.
- Lo si è per quello che si fa, non per la nomina: chi dice ai colleghi come lavorare è un preposto.
- Ha il potere di fermare il lavoro, e il dovere di farlo.
- L’aggiornamento è ogni due anni: l’intervallo più corto dopo l’RLS.
Il ruolo si assume anche senza accorgersene
Il preposto è chi, in ragione della propria competenza, sovrintende all’attività lavorativa e garantisce che le direttive vengano rispettate.
La definizione conta meno del fatto: se una persona dice ai colleghi come e quando fare una lavorazione, quella persona è un preposto, che ci sia una lettera di nomina o no.
È la figura più esposta di tutte, perché sta dove il lavoro succede. Deve vigilare, correggere subito chi sbaglia, e — questo è il punto che molti scoprono tardi — interrompere l’attività quando vede una non conformità grave, segnalando a chi sta sopra.
Chi può farlo non si sceglie a caso: serve una persona in grado di sostenere il datore di lavoro e il servizio di prevenzione nella gestione di tutti i giorni, e un apprendista non può esserlo. Non è nemmeno una figura obbligatoria a prescindere: in un’azienda di due persone, con il datore sempre lì accanto a loro, può non servire. Sono casi limite, però: nella nostra esperienza il preposto quasi sempre c’è, e va nominato.
Nominarne più di uno non è un costo in più: è una catena di comando. Più preposti e più dirigenti significano una responsabilità distribuita, che altrimenti resta tutta sul datore di lavoro. La nomina però va fatta come si deve — per iscritto, con data certa e con l’accettazione della persona — perché a differenza degli addetti alle emergenze, che si incaricano e basta, preposti e dirigenti rispondono anche penalmente di quello che gli viene assegnato.
Rifiutare non si può, se le mansioni prevedono già di coordinare gli altri e di dare loro direttive: a quel punto il ruolo di preposto lo si sta esercitando comunque, e l’alternativa è cambiare mansione. Se il ruolo vada retribuito in più è la domanda che arriva a ogni corso: prima la risposta era no, oggi è forse, e dipende da cosa prevede il contratto collettivo.
La responsabilità, infine, non si sospende quando si è altrove. Se una prassi pericolosa andava avanti da tempo e il preposto la conosceva senza intervenire, non essere presente il giorno dell’infortunio non lo mette al riparo.
Obblighi, misure e buone prassi: a che punto sei
Con la spunta, quello che di solito c’è; con la croce, quello che manca quasi sempre.
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Vai al corsoPrezzi pubblici del listino Aequor, IVA esclusa. Il corso è in presenza o in FAD sincrona, con la parte pratica supportata dalla realtà virtuale. L’aggiornamento del preposto non si fa in e-learning: si può fare a distanza, ma con il docente in diretta. È una scelta della norma, non nostra, e dice quanto peso ha questa figura.
Ogni quanto si rifà
Ogni due anni. È l’intervallo più breve dopo quello dell’RLS, e i preposti cambiano più spesso dei dirigenti: è la scadenza che richiede più attenzione.
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Cosa succede se manca
Quando c’è un infortunio, la prima domanda è chi stava sovrintendendo. Se la risposta è una persona senza nomina e senza formazione, l’azienda si trova a dover spiegare perché quella persona dava istruzioni: la mancanza di formazione del preposto diventa la prova che il controllo sul campo non era organizzato.
«Di preposti ne abbiamo due»
Un’azienda di montaggi con 35 operai su tre squadre. Sulla carta i preposti sono due, quelli nominati nel 2022. Nella realtà ogni squadra ha un capo che decide l’ordine delle lavorazioni e dice ai colleghi quando fermarsi: sono tre, più due sostituti che coprono le ferie.
Il conto vero è cinque, non due. Tre persone stanno esercitando un ruolo senza formazione, e i due nominati hanno l’aggiornamento scaduto da quando l’Accordo del 2025 lo ha portato a due anni.
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Ti avvisiamo noi, ogni settimana: cosa è scaduto, cosa scade entro 7 giorni, cosa entro 30.
Cosa dicono di noiChi ha fatto questi corsi
Complimenti per la metodologia di formazione è il terzo corso fatto con questa società e devo dire che sanno molto ben coinvolgere e utilizzando il metodo della discussione e della condivisione delle esperienze aiuta spesso più delle slide stesse. Br
una buona esperienza, con operatori validi che offrono una esaudiente spiegazione degli argomenti trattati
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Recensioni pubblicate sulle schede dei corsi Aequor, riportate così come sono scritte.
Facciamo il conto vero
Indicaci come è organizzato il lavoro e chi coordina chi: verifichiamo insieme quante persone svolgono di fatto il ruolo di preposto e quali corsi servono.
Cinque preposti, cinque scadenze diverse
Ogni due anni, per ognuno. Nell’area riservata le date stanno insieme alle persone, non in un foglio a parte.