In una struttura ricettiva la gestione delle emergenze è il tema che viene prima di tutti gli altri: chi dorme dentro non conosce l’edificio, e va portato fuori da chi ci lavora.
Da lì discende il resto: il piano di emergenza e il coordinamento delle squadre, la SCIA antincendio, gli addetti calcolati per piano e per cucina in modo che ogni fascia oraria sia coperta, i presidi — estintori e cassette di primo soccorso — presenti e manutenuti, la conformità dell’impianto elettrico. Dove si somministrano colazioni, pranzi o cene serve il manuale di autocontrollo, e l’impianto idrico porta con sé la valutazione del rischio legionella.
I numeri che comandano sono i posti letto. Oltre 25 posti letto la struttura rientra nei controlli di prevenzione incendi — è l’attività n. 66 del D.P.R. 151/2011 — e va presentata la SCIA. Da lì discende il livello della formazione degli addetti: fino a 200 posti letto è il Livello 2, salvo condizioni che portino al 3; oltre 200 posti letto è il Livello 3, il corso da 16 ore del D.M. 2 settembre 2021. L’idoneità tecnica presso i Vigili del fuoco serve oltre 100 posti letto: una struttura da 150 posti letto, per esempio, sta nel Livello 2 e ha comunque bisogno dell’idoneità.
Quanti addetti servono non lo dice una tabella: lo dicono la valutazione del rischio e il Piano di Emergenza. In certe configurazioni la regola tecnica chiede un servizio interno di sicurezza permanente nelle 24 ore, non inferiore a due addetti con l’idoneità tecnica dei Vigili del fuoco.
Un discorso a parte lo meritano gli appartamenti in affitto breve e le piccole strutture senza personale: lì non c’è formazione da fare perché non ci sono lavoratori, ma restano la conformità degli spazi e degli impianti e i presidi di emergenza, che devono esserci comunque.
La lavoratrice in maternità resta nell’organico: nel periodo non fa i corsi, e quanto può continuare a lavorare lo valuta il medico competente insieme a noi, in base al rischio della mansione. Nel DVR c’è già una sezione dedicata alla maternità.