Guida · DVR · 10 minuti

Chi fa il DVR, cosa deve contenere e quando va aggiornato

In breve. Il DVR lo fa il datore di lavoro, e non può delegarlo.1 Lo elabora insieme all’RSPP e al medico competente se nominato, dopo aver consultato l’RLS.1 Non ha una scadenza fissa: va rielaborato quando cambiano processi, organizzazione o tecnica, dopo infortuni significativi o quando la sorveglianza sanitaria lo richiede, entro 30 giorni. Una nuova impresa ha 90 giorni dall’inizio dell’attività.1

Chi fa il DVR

La valutazione di tutti i rischi e il documento che la descrive sono uno dei due obblighi che il datore di lavoro non può delegare (l’altro è la nomina dell’RSPP).1 Può farsi aiutare da consulenti e tecnici, ma il documento resta suo e la responsabilità anche.

La legge dice anche con chi va fatto:1

  • in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione;
  • in collaborazione con il medico competente, nei casi in cui la sorveglianza sanitaria è obbligatoria;
  • previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Un DVR comprato già fatto e firmato senza questi passaggi non rispetta la legge, anche se il contenuto sembra completo.

Cosa deve contenere

La valutazione deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute: anche quelli per gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, lo stress lavoro-correlato, le lavoratrici in gravidanza, le differenze di genere, l’età, la provenienza da altri Paesi e il tipo di contratto.1

Il documento deve contenere:1

  1. una relazione sulla valutazione di tutti i rischi, con i criteri adottati. I criteri li sceglie il datore di lavoro, «con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità»;
  2. le misure di prevenzione e protezione attuate e i DPI adottati;
  3. il programma delle misure per migliorare nel tempo i livelli di sicurezza;
  4. le procedure per attuare le misure e i ruoli dell’organizzazione che devono provvedere, affidati solo a persone con competenze e poteri adeguati;
  5. i nomi di RSPP, RLS (o RLST) e medico competente che hanno partecipato alla valutazione;
  6. le mansioni che espongono a rischi specifici e richiedono capacità professionale, esperienza, formazione e addestramento.

Vanno rispettate anche le regole specifiche degli altri titoli del Testo Unico: rumore, vibrazioni, agenti chimici, movimentazione dei carichi e così via.1

I rischi con regole proprie

Oltre ai principi generali, il Testo Unico dedica un titolo a ciascun gruppo di rischi, con regole specifiche di valutazione che il DVR deve rispettare:1

  • luoghi di lavoro (titolo II);
  • attrezzature di lavoro e dispositivi di protezione individuale (titolo III);
  • cantieri temporanei o mobili (titolo IV);
  • segnaletica di salute e sicurezza (titolo V);
  • movimentazione manuale dei carichi (titolo VI);
  • videoterminali (titolo VII);
  • agenti fisici, come rumore e vibrazioni (titolo VIII);
  • sostanze pericolose, agenti chimici, cancerogeni e amianto (titolo IX);
  • agenti biologici (titolo X);
  • atmosfere esplosive (titolo XI).

Un ufficio con videoterminali, un magazzino con movimentazione dei carichi e un’officina con rumore e agenti chimici hanno quindi DVR molto diversi. La valutazione dello stress lavoro-correlato invece riguarda ogni azienda.1

Anche l’RLS ha un ruolo preciso: va consultato prima della valutazione e ha diritto a ricevere copia del documento.1 Un RLS coinvolto è anche la prima fonte per sapere dove il DVR non corrisponde al lavoro reale.

Data certa, firma e dove si tiene

Il DVR può essere su carta o digitale, ma deve avere una data certa. In alternativa, la data è attestata dalla firma del datore di lavoro e, ai soli fini della prova della data, da quelle di RSPP, RLS o RLST e medico competente, se nominato.1

Il documento va custodito nell’unità produttiva a cui si riferisce.1 L’RLS ha diritto a riceverne copia su richiesta, anche in formato digitale, e il documento si consulta solo in azienda.1

Quando va fatto e quando va rifatto

Nuova impresa: la valutazione si fa subito e il documento va elaborato entro 90 giorni dall’inizio dell’attività. Nel frattempo il datore di lavoro deve dare immediata evidenza scritta delle misure adottate e comunicarle all’RLS.1

Il DVR non ha una scadenza in anni. Va rielaborato in questi casi:1

  • modifiche del processo produttivo o dell’organizzazione del lavoro significative per salute e sicurezza;
  • evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione;
  • infortuni significativi;
  • quando i risultati della sorveglianza sanitaria lo rendono necessario.

La rielaborazione va fatta entro 30 giorni dalla causa, con le stesse modalità (RSPP, medico competente, consultazione dell’RLS). Le misure di prevenzione si aggiornano subito, dandone evidenza scritta e comunicazione all’RLS.1

Esempi concreti: un nuovo macchinario o un nuovo reparto, un cambio di sede, un turno notturno introdotto, l’uso di una sostanza pericolosa mai usata prima, un infortunio grave.

Il DVR non basta negli appalti: il DUVRI

Quando un’azienda affida lavori, servizi o forniture ad altre imprese o a lavoratori autonomi dentro i propri locali, il committente elabora un documento unico di valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI), con le misure per eliminare o ridurre i rischi dovuti alla presenza contemporanea di più imprese. Il DUVRI è allegato al contratto e va adeguato all’evoluzione dei lavori.1

Cosa rischia chi non ha il DVR

La mancata valutazione dei rischi o la mancata elaborazione del documento sono punite con l’arresto da tre a sei mesi o l’ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 euro; l’arresto sale da quattro a otto mesi nelle attività più a rischio.1

Anche un DVR incompleto è sanzionato: ammenda da 2.847,69 a 5.695,36 euro se mancano le misure, il programma di miglioramento o le procedure, oppure se non è stato fatto con RSPP, medico competente e consultazione dell’RLS; ammenda da 1.423,83 a 2.847,69 euro se mancano la relazione con i criteri o l’indicazione delle mansioni a rischio specifico.1

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Domande frequenti

Chi deve fare il DVR?

Il datore di lavoro, in collaborazione con RSPP e medico competente e dopo aver consultato l’RLS. Non può delegarlo, ma può farsi aiutare da un consulente.

Il DVR ha una scadenza?

No, non scade dopo un numero di anni. Va rielaborato entro 30 giorni quando cambiano processi, organizzazione o tecnica, dopo infortuni significativi o se la sorveglianza sanitaria lo richiede.

Quanto tempo ha una nuova azienda per fare il DVR?

90 giorni dall’inizio dell’attività, ma la valutazione va avviata subito e le misure adottate vanno documentate da subito.

Serve il DVR anche con un solo dipendente?

Sì: l’obbligo nasce con il primo lavoratore.

Chi firma il DVR?

Il datore di lavoro. Se il documento non ha una data certa, la data si prova con le firme anche di RSPP, RLS o RLST e medico competente.

Il DVR va dato ai lavoratori?

L’RLS ha diritto di riceverne copia su richiesta; il documento si consulta in azienda e va custodito nell’unità produttiva a cui si riferisce.

Che differenza c’è tra DVR e DUVRI?

Il DVR valuta i rischi della propria azienda. Il DUVRI valuta i rischi da interferenza quando lavorano nei propri locali imprese esterne o lavoratori autonomi.

Fonti

  1. D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, testo coordinato dell’Ispettorato nazionale del lavoro, edizione gennaio 2026: art. 17 (pag. 24), art. 18 c. 1 lett. o (pag. 25), art. 26 c. 3 (pag. 32), art. 28 (pag. 36-37), art. 29 c. 1-4 (pag. 38), art. 55 c. 1-4 (pag. 62)

Guida pubblicata il 29 settembre 2026.

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