Guida · Primo soccorso · 12 minuti

DAE e BLSD in azienda: il defibrillatore è obbligatorio e chi deve saperlo usare?

In breve. Il DAE è il defibrillatore semiautomatico o automatico esterno; il BLSD è la formazione al supporto vitale di base con defibrillazione. Per un’azienda privata non c’è un obbligo generale di avere un DAE: la legge lo prevede per le sedi delle pubbliche amministrazioni con almeno quindici dipendenti e servizi aperti al pubblico, per aeroporti, stazioni, porti e alcuni mezzi di trasporto, e un decreto lo prevede per le società sportive. Chi ha un DAE deve comunicarlo al 118. Lo usa chi ha fatto il corso BLSD; se non c’è nessuno di formato, può usarlo chiunque. L’abilitazione si rinnova ogni 24 mesi.

Cosa sono DAE e BLSD

Il defibrillatore semiautomatico esterno è un dispositivo medico che si può usare in strutture sanitarie e in qualunque altra struttura, fissa o mobile. Analizza da solo l’attività elettrica del cuore di una persona in arresto cardiaco e, se riconosce un ritmo da trattare, si carica e indica di erogare la scarica; il comando lo dà chi lo usa.2 Per questo chi preme il pulsante non risponde della decisione di dare lo shock, che è dell’apparecchio, ma di farlo in sicurezza per sé e per le persone intorno.2

BLSD sta per Basic Life Support - Defibrillation, supporto vitale di base e defibrillazione: rianimazione cardiopolmonare (massaggio cardiaco e ventilazioni) e uso del DAE, insegnati ai soccorritori non medici.2

Il motivo per cui la legge insiste sul DAE è il tempo. La rete dei defibrillatori deve permettere la defibrillazione entro quattro o cinque minuti dall’arresto cardiaco, se serve prima che arrivi l’ambulanza.2 Le linee guida per lo sport descrivono la catena della sopravvivenza in quattro anelli: riconoscere l’arresto e chiamare i soccorsi, rianimazione cardiopolmonare precoce, defibrillazione precoce, rianimazione avanzata del 118. I primi tre dipendono da chi è presente.3

Dove il defibrillatore è obbligatorio

La legge 116 del 2021 prevede la diffusione dei DAE:1

  • nelle sedi delle pubbliche amministrazioni con almeno quindici dipendenti e servizi aperti al pubblico;
  • negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e nei porti;
  • a bordo dei mezzi aerei, ferroviari e navali che fanno tratte di almeno due ore senza fermate intermedie, e presso i gestori di pubblici servizi e dei trasporti extraurbani in concessione.

Il programma quinquennale che la attua, con i contributi alle amministrazioni, dà la priorità a scuole, università e istituti di alta formazione artistica e musicale.6

Per lo sport l’obbligo viene da un decreto del 2013: le società sportive professionistiche e dilettantistiche si dotano di un DAE, con personale formato, e il costo di acquisto e manutenzione è della società. Sono escluse le attività a ridotto impegno cardiocircolatorio, come bocce (tranne le bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia, tiro e giochi da tavolo.3 Le società che usano un impianto sportivo pubblico devono condividere il DAE con chi usa l’impianto.1

Per le aziende private non c’è un obbligo generale. Né la legge 116 né il D.Lgs. 81/08 impongono di avere un DAE, e il decreto sul primo soccorso aziendale non lo mette fra le attrezzature minime.7 Il datore di lavoro, però, deve organizzare il primo soccorso tenendo conto della natura dell’attività, delle dimensioni dell’azienda e delle altre persone presenti, come clienti e visitatori.7 Il decreto del 2011 indica fra i luoghi dove valutare un DAE le strutture industriali, i centri commerciali, gli alberghi, i ristoranti, i centri sportivi e gli uffici degli enti pubblici.2

Se in azienda c’è un DAE: cosa bisogna fare

Chi ha già un DAE, pubblico o privato, deve comunicarlo alla centrale operativa del 118 competente: quanti dispositivi, marca e modello, dove si trovano esattamente, gli orari in cui sono accessibili, la scadenza di batterie e piastre ed eventualmente i nomi delle persone formate. Per i DAE comprati dopo l’entrata in vigore della legge, la comunicazione la fa il venditore con i dati dell’acquirente.1

Nei luoghi pubblici con un DAE registrato va individuato un responsabile del suo funzionamento e dell’informazione al pubblico; il 118 segnala periodicamente le scadenze delle parti deteriorabili, e i DAE devono essere collegati al suo sistema di monitoraggio remoto.1 In ogni caso chi si dota di un defibrillatore deve curarne la conformità, il funzionamento, la manutenzione e la revisione periodica.2

Dove si mette un DAE e quanti ne servono

Il criterio del decreto è il tempo, non i metri: i defibrillatori vanno distribuiti in modo che la scarica arrivi entro quattro o cinque minuti dall’arresto, e collocati in modo da essere «equidistanti da un punto di vista temporale» dai luoghi dove potrebbero servire.2 Per gli impianti sportivi le linee guida dicono la stessa cosa in pratica: almeno un DAE disponibile, accessibile e funzionante, a una distanza che da ogni punto si percorre in un tempo utile, con il personale addestrato a usarlo.3 È il modo giusto di ragionare anche in azienda: un capannone grande, più piani o più edifici possono richiedere più di un apparecchio.

Il DAE va messo in un posto facile da raggiungere, con un cartello che ne indichi la presenza con la dicitura e il simbolo del defibrillatore ben visibili.2 Quelli nei luoghi pubblici vanno, dove possibile, in teche accessibili 24 ore su 24, con una segnaletica che indichi la posizione in modo univoco.1

L’apparecchio deve essere marcato CE come dispositivo medico e avere tutti gli accessori previsti dal fabbricante; batterie e piastre adesive hanno una scadenza, ed è proprio la data che va comunicata al 118.3,1

Chi può usare il defibrillatore

Il DAE lo può usare il personale sanitario non medico e il personale non sanitario che ha ricevuto una formazione specifica nella rianimazione cardiopolmonare.4

Dal 2021 la legge aggiunge una regola importante: se non c’è nessuno di formato, in caso di sospetto arresto cardiaco il defibrillatore lo può usare chiunque. A chi lo fa senza formazione, nel tentativo di soccorrere, si applica l’articolo 54 del codice penale, quello sullo stato di necessità; vale anche per chi pratica la rianimazione cardiopolmonare.4

Chi è formato, invece, lo fa con un metodo: riconosce l’arresto, chiama il 118, inizia il massaggio e usa il DAE in sicurezza. Per questo, dove un DAE c’è, conviene che in ogni turno ci sia almeno una persona con l’abilitazione. Dal 2021, poi, il 118 durante la chiamata deve dare le istruzioni per la rianimazione e per l’uso del DAE e, dove può, indicare il defibrillatore più vicino.1

Il corso BLSD: cosa si impara e come si supera

La formazione si svolge sotto la responsabilità di un medico, con istruttori qualificati.2 Programmi, aggiornamento, verifica e accreditamento dei centri di formazione li definiscono le Regioni.2 In Lombardia la formazione BLSD per i laici è affidata ai centri riconosciuti da AREU, iscritti in un albo regionale, e i nomi delle persone abilitate entrano nel registro regionale degli operatori.5

La formazione iniziale comprende:2

  • la rianimazione cardiopolmonare di base, secondo le linee guida internazionali;
  • una parte teorica: a cosa serve la defibrillazione precoce, come funziona il cuore, pericoli e precauzioni, come è fatto l’apparecchio, alimentazione, uso e manutenzione;
  • una parte pratica sul manichino: la sequenza di rianimazione e defibrillazione, la lettura dei dati registrati e l’analisi dell’intervento.

Per avere l’attestato bisogna superare una prova pratica, e se serve anche teorica, su cinque punti: riconoscere un arresto cardiaco, eseguire la rianimazione di base, usare il DAE per l’analisi, applicare in sicurezza una sequenza di scariche, riconoscere un funzionamento anomalo dell’apparecchio.2 È una formazione pratica: si fa in presenza.

In Lombardia, passo per passo

Le indicazioni attuative di AREU sulla delibera regionale del 2013 descrivono il percorso di chi vuole un DAE con personale abilitato:5

  1. Il progetto. L’azienda, la società sportiva o l’ente presenta il progetto di defibrillazione precoce all’articolazione territoriale di AREU della propria sede legale, almeno 30 giorni prima della formazione degli operatori; se il progetto tocca più province, va alla Direzione sanitaria di AREU. Il parere scritto arriva entro 20 giorni, con un numero di progetto.
  2. Il centro di formazione. Se nel progetto non c’è un formatore riconosciuto, AREU indirizza a uno dei centri iscritti nel suo albo.
  3. Il corso. Il centro comunica l’organizzazione del corso almeno 20 giorni prima dell’inizio.
  4. L’abilitazione. Alla fine il centro manda l’elenco dei partecipanti idonei e gli attestati precompilati; l’abilitazione la rilascia AREU, con attestati numerati e firmati dal responsabile territoriale, e i nomi entrano nel registro degli operatori abilitati.
  5. Il retraining. Entro 24 mesi, di preferenza con lo stesso centro, che lo comunica perché il registro resti aggiornato.

Anche il privato che compra un DAE solo per la protezione della famiglia lo segnala ad AREU, che mappa l’apparecchio.5 Il documento è del 2013 e annunciava un sistema informatizzato per le richieste: i moduli in uso oggi li indica il centro di formazione.

Ogni quanto si rinnova e dove vale

Le Regioni stabiliscono il retraining degli operatori abilitati, da fare ogni 24 mesi.2 In Lombardia l’abilitazione dura 24 mesi e il retraining, entro quella scadenza, lo fa un centro riconosciuto da AREU, che aggiorna il registro degli operatori.5

Le linee guida del 2003, riportate nello stesso decreto, parlavano di un’autorizzazione nominativa di dodici mesi; il decreto del 2011 ha affidato alle Regioni il retraining ogni 24 mesi, ed è questa la regola che si applica oggi in Lombardia.2,5

L’autorizzazione all’uso del defibrillatore è riconosciuta su tutto il territorio nazionale.2

DAE e addetti al primo soccorso

Gli addetti al primo soccorso dell’azienda imparano la rianimazione cardiopolmonare nel loro corso, ma il corso del decreto 388 non comprende l’uso del defibrillatore e non rilascia l’abilitazione BLSD.7 Sono due cose diverse: se in azienda c’è un DAE, chi deve usarlo ha bisogno del corso BLSD, e spesso conviene che siano gli stessi addetti al primo soccorso.

Anche la scuola va in questa direzione: dal 2021 le iniziative di formazione sulla sicurezza nelle scuole devono comprendere la rianimazione cardiopolmonare di base, l’uso del DAE e la disostruzione delle vie aeree, per gli studenti e per tutto il personale.1

Corsi collegati

Domande frequenti

Il defibrillatore in azienda è obbligatorio?

Non in generale. È previsto per le sedi delle pubbliche amministrazioni con almeno quindici dipendenti e servizi aperti al pubblico, per aeroporti, stazioni, porti e alcuni mezzi di trasporto, e per le società sportive. Per un’azienda privata la scelta viene dall’organizzazione del primo soccorso.

Cosa vuol dire BLSD?

Basic Life Support - Defibrillation: supporto vitale di base e defibrillazione, cioè rianimazione cardiopolmonare e uso del DAE.

Chi può usare il DAE?

Chi ha fatto la formazione BLSD. Se non c’è nessuno di formato, in caso di sospetto arresto cardiaco può usarlo chiunque: la legge applica lo stato di necessità a chi prova a soccorrere.

Ogni quanto si rinnova il BLSD?

Ogni 24 mesi con il retraining. In Lombardia l’abilitazione dura 24 mesi e il retraining lo fa un centro riconosciuto da AREU.

L’abilitazione BLSD vale in tutta Italia?

Sì: l’autorizzazione all’uso del defibrillatore è riconosciuta su tutto il territorio nazionale.

Se compro un DAE devo comunicarlo?

Sì, alla centrale operativa del 118. Per i DAE comprati dopo il 2021 la comunicazione la fa il venditore con i dati dell’acquirente.

Il corso di primo soccorso basta per usare il DAE?

No. Il corso per addetti al primo soccorso insegna la rianimazione, ma l’abilitazione all’uso del defibrillatore viene dal corso BLSD, con la sua prova pratica.

Il corso BLSD si può fare online?

No: la parte pratica sul manichino e la prova pratica finale richiedono la presenza.

Fonti

  1. Legge 4 agosto 2021, n. 116, «Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici» (G.U. n. 193 del 13 agosto 2021): artt. 1, 2, 4, 5, 6 e 7
  2. Decreto del Ministro della salute 18 marzo 2011, criteri e modalità di diffusione dei defibrillatori (G.U. n. 129 del 6 giugno 2011): allegato A, parte A (punti 1 e 2) e parte B (punti 1, 3 e 4)
  3. Decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013, certificazione dell’attività sportiva e dotazione di defibrillatori (G.U. n. 169 del 20 luglio 2013): art. 5 e allegato E, punti 2 e 4
  4. Legge 3 aprile 2001, n. 120, art. 1, comma 1, come sostituito dall’art. 3 della legge 116/2021
  5. AREU Lombardia, Indicazioni attuative della DGR IX/4717 del 23 gennaio 2013 sull’utilizzo dei DAE (revisione dell’8 ottobre 2013): punti 3, 4, 5, 7 e 8
  6. Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 ottobre 2024, programma pluriennale per i DAE (G.U. n. 285 del 5 dicembre 2024): artt. 1 e 2
  7. D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, testo coordinato dell’Ispettorato nazionale del lavoro, edizione gennaio 2026: art. 45, comma 1; D.M. 15 luglio 2003, n. 388, art. 2 e allegati 1 e 3

Guida pubblicata il 5 ottobre 2026.

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