Guida · Attrezzature · 9 minuti
Patentino del muletto: chi deve averlo, quante ore, ogni quanto si rinnova
In breve. Per guidare un carrello elevatore con conducente a bordo serve un’abilitazione specifica.1,2 Il corso per il muletto classico dura 12 ore: 8 di teoria e 4 di pratica, solo in presenza; per tre tipi di carrello le ore di pratica salgono a 8. Si supera con un questionario (almeno il 70% di risposte esatte) e una prova pratica. L’abilitazione si rinnova ogni 5 anni con almeno 4 ore di pratica.2
Quali carrelli richiedono l’abilitazione
Il Testo Unico rinvia a un accordo Stato-Regioni l’elenco delle attrezzature per cui serve «una specifica abilitazione degli operatori».1 L’Accordo 2025 include i carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo, in tre tipi:2
- carrelli industriali semoventi: veicoli su ruote per trasportare, sollevare, impilare o disporre su scaffalature qualsiasi carico, azionati da un operatore a bordo su sedile. È il muletto frontale del magazzino;
- carrelli semoventi a braccio telescopico: a contrappeso, con uno o più bracci non girevoli (rotazione non oltre 5 gradi), usati per impilare;
- carrelli, sollevatori ed elevatori semoventi telescopici rotativi: con bracci girevoli, azionati da un operatore a bordo su sedile.
La definizione parla di operatore «a bordo su sedile». Per i carrelli condotti da terra, come i transpallet elettrici con operatore a piedi, l’Accordo non prevede il corso di abilitazione; restano però obbligatorie formazione e addestramento adeguati per ogni attrezzatura che il lavoratore usa.1
«Patentino» non vuol dire patente
Nel linguaggio comune si dice patentino, ma non è una patente rilasciata da un ufficio pubblico. È un attestato di abilitazione che l’ente di formazione rilascia a chi ha frequentato il corso e superato le verifiche.2 Gli attestati rilasciati secondo l’Accordo valgono su tutto il territorio nazionale.2
L’abilitazione non basta da sola: non esaurisce gli obblighi di formazione, informazione e addestramento sulle attrezzature di lavoro.2 Il datore di lavoro deve assicurare che l’operatore conosca il carrello che usa davvero, le condizioni di impiego e le situazioni anomale prevedibili.1
Quante ore dura il corso
Il corso ha un modulo teorico-tecnico di 8 ore e moduli pratici diversi per ogni tipo di carrello:2
| Abilitazione | Teoria | Pratica | Totale |
|---|---|---|---|
| Carrelli industriali semoventi | 8 ore | 4 ore | 12 ore |
| Carrelli a braccio telescopico | 8 ore | 4 ore | 12 ore |
| Telescopici rotativi | 8 ore | 4 ore | 12 ore |
| Tutti e tre i tipi | 8 ore | 8 ore | 16 ore |
| Funzioni aggiuntive: carichi sospesi e sollevamento persone | — | 6 ore | in aggiunta |
La teoria copre tipi di carrello, rischi (caduta del carico, rovesciamento, urti), nozioni di stabilità e baricentro, lettura delle targhe di portata, controlli giornalieri, ricarica delle batterie, viabilità e procedure di sicurezza.2 Nella pratica ogni partecipante usa il tipo di carrello per cui sarà abilitato.2
Chi fa il modulo per le funzioni aggiuntive non deve fare anche i corsi per piattaforme elevabili e gru mobili per usare il carrello con quegli accessori.2
Come si svolgono le prove
Alla fine della teoria c’è un questionario a risposta multipla: serve almeno il 70% di risposte esatte per passare alla pratica; altrimenti si ripete il modulo.2 Alla fine di ogni modulo pratico c’è una prova pratica, con almeno due esercizi tra verifiche giornaliere e guida su percorso di prova, a vuoto e a carico. Se non si supera, si ripete il modulo pratico.2
Per essere ammessi alle verifiche bisogna aver frequentato almeno il 90% delle ore; nella pratica ci vuole un docente ogni 6 partecipanti.2 L’ente deve disporre di un’area delimitata e adatta alle manovre, dei carichi e degli ostacoli per le prove, dei carrelli e dei DPI nelle taglie giuste; il docente della pratica deve avere almeno tre anni di esperienza nell’uso di quei carrelli.2
Il corso si fa solo in presenza: niente videoconferenza e niente e-learning, né per il primo corso né per l’aggiornamento.2
Cosa deve saper controllare chi guida
Il programma del corso dice anche cosa si aspetta la norma dall’operatore, al di là della guida.2
- verifiche giornaliere e periodiche: stato generale e prove, montanti, attrezzature, posto di guida, freni, ruote e sterzo, batteria o motore, dispositivi di sicurezza, seguendo il manuale d’uso e manutenzione;
- portata: leggere targhette, tabelle e diagrammi di portata nominale ed effettiva, e capire come cambiano con l’altezza e il baricentro del carico;
- stabilità: linee di ribaltamento, stabilità statica e dinamica, forze centrifughe e d’inerzia in curva e in frenata;
- viabilità: ostacoli, percorsi pedonali, incroci, strettoie, portoni, pendenze, lavoro all’esterno, su fondi scivolosi e con scarsa visibilità;
- batterie: sistemi di ricarica e relative sicurezze, anche in relazione all’ambiente.
I rischi principali che il corso deve trattare sono la caduta del carico, il rovesciamento e il ribaltamento, gli urti con persone ed elementi mobili e quelli legati all’ambiente e alle fonti di energia.2 Sono anche i punti da controllare nel proprio magazzino: segnaletica, percorsi separati, zone di ricarica.
Se il carrello si usa con accessori per sollevare carichi sospesi o persone, serve il modulo aggiuntivo di 6 ore, che comprende le manovre di emergenza per riportare a terra la piattaforma.2
Ogni quanto si rinnova
L’abilitazione si rinnova con un aggiornamento ogni 5 anni, di almeno 4 ore di pratica; durante l’aggiornamento è opportuno che il docente illustri le novità normative e tecniche.2 Convegni e seminari non valgono come aggiornamento per le attrezzature.2
Se l’aggiornamento scade, non si può guidare il carrello finché l’aggiornamento non è completato. Entro 10 anni il corso base non si perde e basta fare l’aggiornamento, anche in ritardo.2
I corsi fatti con l’accordo del 22 febbraio 2012 restano validi.2 Le scadenze di tutti gli altri corsi sono nella guida Ogni quanto si aggiorna la formazione sulla sicurezza.
Se a guidare è il datore di lavoro
Il datore di lavoro deve assicurare formazione, informazione e addestramento specifici ai lavoratori che usano attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilità particolari.1
Dal 2023 la regola vale anche per lui: il datore di lavoro che usa personalmente queste attrezzature deve provvedere alla propria formazione e al proprio addestramento.1 La violazione è punita con l’arresto da tre a sei mesi o l’ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 euro.1 Vale per esempio per il titolare che scarica lui stesso il camion con il muletto.
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Domande frequenti
Chi deve avere il patentino del muletto?
Chiunque guidi un carrello elevatore con conducente a bordo: frontale, telescopico o telescopico rotativo. Anche il datore di lavoro, se lo usa lui.
Quante ore dura il corso per il muletto?
12 ore per un tipo di carrello (8 di teoria e 4 di pratica), 16 ore per i tre tipi insieme.
Il patentino del muletto scade?
Va rinnovato ogni 5 anni con almeno 4 ore di pratica. Se scade, non si può guidare finché non si fa l’aggiornamento.
Il corso per il muletto si può fare online?
No: si fa solo in presenza, sia il primo corso sia l’aggiornamento.
Per il transpallet elettrico serve il patentino?
L’Accordo prevede l’abilitazione per i carrelli con operatore a bordo su sedile. Per quelli condotti da terra non serve il corso di abilitazione, ma servono comunque formazione e addestramento.
Il patentino vale in tutta Italia?
Sì: gli attestati rilasciati secondo l’Accordo Stato-Regioni hanno validità su tutto il territorio nazionale.
Come si supera l’esame del muletto?
Con un questionario a risposta multipla (almeno il 70% di risposte esatte) e una prova pratica di guida e verifiche sul carrello.
Fonti
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, testo coordinato dell’Ispettorato nazionale del lavoro, edizione gennaio 2026: art. 73 (pag. 73-74)
- Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, Rep. atti n. 59/CSR (G.U. n. 119 del 24 maggio 2025): Parte I (organizzazione dei corsi e attestati, pag. 9-10); Parte II, punto 8 (abilitazione, requisiti di area e docenti, pag. 42) e punto 8.3.4 (carrelli elevatori, pag. 54-57); Parte III (aggiornamento, pag. 82 e 84); Parte IV, punto 3.5 (modalità, pag. 104-105); Parte VII (transitorio, pag. 117); Allegato II (definizioni, pag. 123)
Guida pubblicata il 29 settembre 2026.